Attracting

Rethinking Attraction: Come attrarre la Gen Z

Una nuova generazione sta entrando nel mercato del lavoro. Siamo davvero pronti ad accoglierla? In questo articolo troverai il profilo valoriale, la workplace culture e gli stili di lavoro preferiti dagli Zoomers.

15 Novembre 2023 Tempo di lettura: 5 min

Lo sapevi che all’interno di uno stesso ambiente di lavoro possono arrivare a convivere sino a 4 generazioni
Dai Baby Boomers alla Generazione X e dai Millennials alla Gen Z: l’intersezione di queste coorti genera un contesto variegato, ricco di opportunità e anche sfide.

6%

Delle organizzazioni ritiene che i loro leader siano preparati per guidare efficacemente una forza lavoro multigenerazionale (Deloitte, 2020)

” alt=”” />

Tracciare il profilo di una nuova generazione tenendo a mente le caratteristiche delle precedenti è complesso, ma è uno step fondamentale per costruire un ambiente di lavoro coeso e collaborativo.

Scopriamo insieme cosa distingue le une dalle altre e come promuovere la collaborazione intergenerazionale!

🎧 Generazioni a confronto

Guardiamo i Baby Boomers, la Generazione X, i Millennials e la Gen Z più da vicino: in quali valori credono? Cosa si aspettano dalla cultura aziendale? Quale significato attribuiscono al lavoro?

Per un HR come per un Team manager, comprendere e saper rispondere in maniera puntuale alle diverse priorità ed esigenze, preferenze di comunicazione, modalità relazionali e attitudini professionali di ciascuno, diventa essenziale per creare un ambiente di lavoro che favorisca la motivazione, l’ingaggio e una comunicazione arricchente e collaborativa tra le diverse coorti di collaboratori.

Adottare questo approccio implica anche la necessità di adeguare le strategie aziendali per favorire la collaborazione intergenerazionale.

🎶 Be the love generation

Ogni volta che una nuova generazione entra nel mercato del lavoro, può emergere una distonia tra gli assetti in essere, basati sulle coorti generazionali precedenti, e le nuove istanze portate dalla classe lavoratrice emergente. 

Allo stesso modo, per poter accogliere i new comers della Gen Z, può verificarsi la necessità di creare nuove configurazioni organizzative e di adeguare processi e cultura aziendale alle esigenze, stili di lavoro e valori emergenti. 

Cosa c’è da sapere in più sulla Gen Z?

  • 30%

    DELLA POPOLAZIONE MONDIALE APPARTIENE ALLA GEN Z.

  • 27%

    DELLA FORZA LAVORO ENTRO IL 2025 sarà COSTITUITA DAGLI APPARTEneNTI ALLA GEN Z (McCrindle).

La Gen Z comprende i nati tra il 1995 e il 2010, che hanno la peculiarità di aver assistito ai cambiamenti (sociali, economici, politici e tecnologici) più profondi del secolo e di esser cresciuti in un contesto ricco di opportunità, connessioni virtuali e grande diversità (Aggarwal et al., 2022).

Si tratta proprio di coloro che non hanno mai visto il mondo senza internet ed è per questo motivo che sono anche chiamati “i Generation” (Jones et al., 2007). 

Alcuni aspetti chiave che caratterizzano la Gen Z riguardano innanzitutto la percezione del lavoro: gli appartenenti a questa generazione puntano, infatti, sulla ricerca di un lavoro che sia per loro significativo (Heimberger et al., 2020). Tale aspetto è stato maggiormente messo in evidenza con l’inatteso avvento della pandemia, che ha portato alla configurazione di un nuovo modello organizzativo basato sulla creazione di posti di lavoro più autentici, sull’applicazione di un approccio più incentrato sulla persona e sull’adozione di una dimensione fortemente valoriale ed etica (Kuzior et al., 2022). 

Si aggiunge il fatto che tale generazione si aspetta un alto livello di digitalizzazione sul posto di lavoro, mostrando, infatti, un particolare apprezzamento per approcci innovativi (Heimburger et al., 2020). Ne deriva che gli aspetti di innovazione tecnologica costituiscono fattori determinanti per attrarre lavoratori appartenenti alla Gen Z. 

Come attrarre la Gen Z?

🎙️ Rethink the Attraction Experience for Gen Z

Motivare e responsabilizzare gli Zoomers richiede la decostruzione dei metodi tradizionali (Aggarwal et al., 2022) e la comprensione di ciò che li coinvolge e motiva davvero (Kuzior et al., 2022).

Conoscendo i bisogni e le attitudini della Gen Z ed integrando questi elementi nelle strategie di employer branding, le HR possono disegnare una candidate experience più inclusiva, attrarre i profili più adatti al proprio contesto e contribuire a creare una forte e positiva reputazione aziendale.

Le tre leve su cui agire per farlo sono:

  • cultura aziendale
  • percorsi di sviluppo personale e professionale
  • reputazione aziendale

Ognuna di queste tre aree deve raccontare in modo autentico e coerente valori, approcci e stili di lavoro che diano risposta ai bisogni di espressione della Gen Z e incontrino le loro modalità di comunicazione.

👉 Leggi anche il nostro articolo su come creare e comunicare una workplace culture a prova di Gen Z.

🔑 10 keywords

Quali sono le parole chiave per sbloccare una positive candidate experience?

Company Culture

  • 1. AUTENTICITà

    Testimonianze dirette dei collaboratori per comunicare l’esperienza lavorativa in modo autentico.

  • 2. INCLUSIONE

    creazione di un ambiente di lavoro dove ogni individuo viene valorizzato.

  • 3. Work-life Balance

    Politiche di lavoro flessibili e piani di welfare mirati.

  • 4. Trasparenza

    Comunicazione chiara del processo di selezione e restituzione di feedback costruttivi ai candidati.

Personal Development & Career Path

  • 5. sviluppo professionale

    Erogazione di programmi di sviluppo e percorsi di carriera.

  • 6. coinvolgimento e partecipazione

    Disegno di programmi di mentoring, hackathon, progetti speciali o iniziative di volontariato.

  • 7. benessere mentale

    promozione di iniziative di benessere psicologico.

Employer Brand Reputation

  • 8. Comunicazione online

    radicata presenza sui social con contenuti coinvolgenti e interattivi.

  • 9. Innovazione

    digitalizzazione dei processi, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie.

  • 10. sostenibilità

    Comunicazione dell’impegno dell’azienda in termini di responsabilità sociale e sostenibilità ambientale.

Ora che sai tutto sulla Gen Z, preparati ad accoglierla in azienda!

🌟 Your Toolkit

  • Le strategie di attrazione e di employer branding devono considerare i valori e le aspettative delle diverse fasce generazionali, accogliendo ed integrando anche le istanze portate dalle nuove generazioni.
  • Per poter accogliere i new comers della Gen Z, può verificarsi la necessità di creare nuove configurazioni organizzative e di adeguare i processi e la cultura aziendale alle esigenze, agli stili di lavoro e ai valori emergenti. 
  • Le HR, disegnando una people experience più attenta alle esigenze della Gen Z, possono attrarre i profili più adatti al proprio contesto e contribuire così a creare una reputazione aziendale forte e positiva.
  • Le parole chiave per sbloccare una positive candidate experience per la Gen Z sono:

Company Culture: Inclusione, Work-life balance, Trasparenza;

Personal Development & Career Path: Sviluppo personale e professionale, Coinvolgimento e Partecipazione, Benessere mentale;

Employer Brand Reputation: Comunicazione online, Autenticità, Sostenibilità.

Contattaci per avere supporto nel disegnare la perfetta candidate experience per la Gen Z!

  • Riferimenti

    Aggarwal A., Sadhna P., Gupta S., Mittal A. e Rastogi S. (2022). Gen Z entering the workforce: Restructuring HR policies and practices for fostering the task performance and organizational commitment, in “J Public Affairs”, vol. 22, n. 3, pp.1-18.

    Heimburger L., Buchweitz L., Gouveia R. e Korn O. (2020). Gamifying Onboarding: How to Increase Both Engagement and Integration of New Employees. In Goossens R. H. M. e Murata A. (Eds.), Advances in Social and Occupational Ergonomics (pp. 3-14), Cham, Springer Nature Switzerland AG.

    Kuzior A., Kettler K. e Łukasz R. (2022). Great Resignation—Ethical, Cultural, Relational, and Personal Dimensions of Generation Y and Z Employees’ Engagement, in “Sustainability”, vol. 14, n. 11, pp. 1-9.

     

  • Come descriveresti la Gen Z?

    È un dato di fatto: i newcomers della Gen-Z stanno approdando ormai a pieno ritmo nel mondo del lavoro. Giovanissime menti fresche, dinamiche, tecnologiche, social, abituate a ricevere centinaia, se non migliaia di stimoli differenti ogni giorno. Ma anche persone spesso fragili, ansiose, preoccupate per un futuro sempre più cupo ed incerto che le vede soggette a stravolgimenti economico-politici e ambientali (v. ecoansia) e che necessitano di essere comprese, attratte ed accompagnate nel percorso professionale che le formerà negli anni a venire.

  • Quali esigenze della Gen Z sono emerse dalla tua esperienza?

    Nella mia esperienza di HR, da 5 anni a questa parte, ho potuto affiancarmi a lavoratori di ogni genere, cultura ed età, sia italiani che di natura internazionale. In tutte le realtà con cui mi sono interfacciato, ho cercato di capire come rispondere alle esigenze di ognuno di loro. Sia in fase di Recruiting, momento cruciale per condividere la mission aziendale, fare scouting di nuovi talenti ed individuarne le potenzialità. Sia nell’Onboarding Journey, altro step essenziale e molto delicato, fondamentale per creare engagement e far sbocciare nel neoassunto quel senso di appartenenza e coinvolgimento che, ci si augura, lo convincerà di aver fatto con noi la scelta migliore per il proprio futuro.
    La Gen-Z è forse la generazione più complessa con cui approcciarsi, in queste prime fasi. Perché è più attenta a temi che prima erano sempre stati considerati “secondari”, rispetto alla carriera lavorativa:

    • il benessere mentale;
    • la consapevolezza ecologica;
    • la possibilità di lavorare completamente da remoto e per obiettivi;
    • l’importanza del feedback condiviso;
    • una cultura aziendale inclusiva e diversificata.

    Come si evince dall’articolo, tutti questi aspetti devono essere espressi e diffusi in maniera chiara, trasparente e continua. Dagli HR in primis, dagli ambassador e dagli Onboarding buddies, veri e propri testimonial nominati dal management per aiutare i nuovi arrivati nel processo d’inserimento all’interno dell’azienda.

  • Quali best practices per attrarre la Gen Z?

    Sono quindi molteplici le iniziative di attrazione:
    • Utilizzando la tecnologia a più livelli (ed es. creando la pagina social della propria azienda per condividere news, idee e tips su vari network oppure sfruttando app personalizzate e visori VR per tour virtuali ed interattivi all’interno dei vari reparti);
    • Realizzando momenti di condivisione ludica e/o culturale, durante l’orario di lavoro o organizzando attività di gruppo extra-lavorative (serate a tema, trekking, viaggi aziendali, gruppi di lettura, rappresentazioni teatrali, eventi sportivi, corsi di yoga, lezioni di cucina e tanto altro);
    • Fornendo supporto psicologico tramite percorsi personalizzati (individuali o di gruppo) con esperti del settore;
    Celebrando i risultati con il proprio gruppo di lavoro e fornendo ulteriori incentivi, economici e non, al raggiungimento degli obiettivi;
    • Fornendo tutte le dotazioni informatiche necessarie per lavorare ovunque si voglia, lasciandoci alle spalle la concezione (tossica) che il lavoratore debba essere perennemente in azienda, sotto lo sguardo del suo responsabile. Bisogna condividere obiettivi SMART, il resto è puro anacronismo;
    • Condividendo progetti volti alla tutela dell’ambiente e all’adozione di pratiche sostenibili (ad es. promuovendo l’utilizzo di vetture aziendali elettriche o incentivando lo spostamento tramite mezzi pubblici);
    • Una cultura volta all’inclusività, al rispetto verso le differenze etniche, religiose e sessuali.

    Queste pratiche devono essere condivise in tutte le fasi della vita lavorativa della persona all’interno del contesto aziendale. Ed ancor di più nei primi mesi di inserimento.

    La Gen-Z formerà i prossimi manager, dirigenti di grandi e piccole società che porteranno avanti ideali volti all’innovazione ed al rispetto, delle persone e dell’ambiente. Se non siamo noi i primi a seguirli verso questo nuovo percorso, chi lo farà?